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Ticino fanalino di coda fra tutti i cantoni per quel che riguarda la perequazione finanziaria intercomunale: il sistema ticinese "è l'esempio perfetto di come una perequazione finanziaria non dovrebbe essere organizzata", afferma Avenir Suisse in uno studio presentato oggi a Zurigo.

Ogni singolo strumento del modello ticinese è in qualche modo legato al coefficiente d'imposizione (o moltiplicatore) comunale. Più il moltiplicatore è elevato e maggiori sono i contributi versati dalla perequazione intercomunale.

Secondo il "think tank" dell'economia, sarebbe invece corretto "un meccanismo che compensi unicamente le differenze di risorse e oneri tra i comuni, indipendentemente dal loro carico fiscale". Il sistema ticinese è inoltre poco trasparente e richiede intensi controlli da parte del Cantone.

La classifica dei vari sistemi di perequazione intercomunale è contenuta nel quinto "Monitoraggio dei cantoni" di Avenir Suisse - che porta il titolo "Il labirinto della perequazione finanziaria intercomunale" - e rappresenta la prima "analisi completa" di questo aspetto. Grigioni, San Gallo e Soletta sono cantoni che si piazzano agli ultimi ranghi, superando nell'ordine soltanto il Ticino.

L'ultimo posto attribuito al Ticino da Avenir suisse "non è necessariamente un giudizio di valore", scrive in una nota il Dipartimento ticinese delle istituzioni (DI). Per il dipartimento diretto da Norman Gobbi, le cause di un giudizio tanto negativo sono legate alle premesse dello studio. Fra queste la valutazione che "un sistema di perequazione è tanto migliore quanto più debole è il tasso di ridistribuzione delle risorse".

Questo assunto "si rivela quanto mai problematico" per un cantone come il Ticino, "contraddistinto da una forte divaricazione fra realtà urbane più benestanti e realtà periferiche a basso potenziale di sviluppo".

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SDA-ATS