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Un nuovo contratto per il petrolio a beneficio di entrambe le parti: Iran e investitori stranieri. Così viene annunciato dalle autorità di Teheran l'atteso modello di contratto che sarà proposto agli investitori stranieri il 28 e 29 novembre a Teheran.

Alla Conferenza internazionale saranno presentati 50 progetti per l'"Oil&gas" e per i quali si spera in almeno 100 milioni di investimenti internazionali.

Il contratto, ha detto un consigliere del ministero citato dalla Shana, è più vantaggioso di quello di quello dell'Iraq e non imporrà schemi rigidi per la contrattazione con i singoli partner.

Ad anticiparne oggi alcuni aspetti è l'agenzia Bloomberg, in base a precedenti dichiarazioni ufficiali. Cinque i punti principali. Il nuovo contratto offrirebbe agli investitori una quota del petrolio che producono per la vendita sul mercato mondiale: più ne estraggono e più guadagnano, ma contestualmente risentiranno di eventuali cali della produzione. Il precedente modello 'buy-back' prevedeva che l'Iran pagasse una quota fissa agli investitori, senza compensazioni per le aziende che spendevano più del previsto per lo sviluppo di un giacimento.

I nuovi contratti inoltre non dureranno più 7 anni, ma 20 o 25; gli investitori potranno negoziare direttamente con le autorità iraniane, saltando i mediatori, ma non sfuggire ai proprio obblighi in caso di nuove sanzioni contro l'Iran. Se non trovassero petrolio nelle zone individuate, gli investitori potranno cercarne nelle aree vicine. Inoltre, dovranno creare un joint venture con un partner locale. Le offerte avranno inizio con il prossimo anno persiano, il 21 marzo.

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SDA-ATS