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È stato rinviato a giudizio il kosovaro di 60 anni che poco più di un anno fa uccise a Pfäffikon (ZH) la moglie 52enne e la responsabile dei servizi sociali del Comune. L'uomo, che era già noto alla polizia per violenze domestiche, ha ammesso quasi tutte le accuse.

Dovrà rispondere di assassinio plurimo, lesioni nei confronti della moglie e minacce nei confronti della consorte e di una figlia, ha reso noto oggi il Ministero pubblico. L'unica accusa che l'imputato non ha confessato riguarda le minacce rivolte ad una delle sue tre figlie. La data del processo, che si terrà davanti al Tribunale distrettuale di Pfäffikon, non è ancora nota.

Il grave fatto di sangue risale al 15 agosto del 2011. Il kosovaro uccise le due donne, sparando loro a bruciapelo diversi colpi di pistola per strada: prima colpì la moglie e in seguito aprì il fuoco contro la 48enne funzionaria del Comune, che aveva da poco lasciato il palazzo del municipio per la pausa di mezzogiorno.

Arrestato poco dopo i fatti, l'uomo confessò di aver sparato perché la moglie voleva divorziare e perché riteneva troppo pochi i soldi che riceveva dall'assistenza. La famiglia viveva da tempo grazie all'assistenza e da alcuni mesi era seguita dai servizi sociali di Pfäffikon. Un mese prima del tragico epilogo, l'uomo fu denunciato dalla moglie, che era stata ferita dal marito con una forbice. Da allora l'uomo viveva separato dalla famiglia e la donna aveva deciso di chiedere il divorzio.

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SDA-ATS