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Piano Trump: Abu Mazen a Onu, non è base per negoziati

Abu Mazen è tornato a criticare duramente il piano di pace di Donald Trump (foto d'archivio). KEYSTONE/AP/Majdi Mohammed sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 febbraio 2020 - 17:42
(Keystone-ATS)

Il piano di pace Usa-Israele "deve essere respinto completamente" e "non deve essere considerato come un riferimento internazionale per i negoziati". Lo ha detto il presidente dell'Anp Abu Mazen durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sul Medio Oriente.

"Questo piano non porterà pace e stabilità nella regione", ha continuato: "Sono venuto a nome di 13 milioni di palestinesi per chiedere una pace giusta".

Abu Mazen ha affermato che la proposta di Donald Trump è "un piano preventivo israeliano-americano per porre fine alla Palestina, respingendo tutti gli accordi per creare due Stati sui confini pre-1967". Quindi ha spiegato ai membri del Consiglio di Sicurezza che i palestinesi sono "impegnati ad attuare tutti gli accordi con Israele".

Stando ad Abu Mazen, il piano "rafforza il regime di apartheid di cui pensavamo di esserci sbarazzati molto tempo fa". "Questo è lo Stato che darebbero - ha aggiunto mostrando una mappa dei confini secondo la proposta di Donald Trump -. È come il formaggio svizzero". "Centinaia di migliaia di persone sono in strada per dire no a questo piano e decine di migliaia nel mondo hanno detto no a questo piano", ha proseguito.

Prima della riunione, che si sta svolgendo a New York, l'ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro, Danny Danon, ha detto da parte sua che "i palestinesi non credono nel processo di pace. Prima ancora che Donald Trump presentasse il piano di pace per il Medio Oriente, Abu Mazen era già pronto a venire qui all'Onu e ha respinto la proposta Usa".

"Noi siamo pronti a sostenere diretti negoziati con i palestinesi - ha aggiunto - Abu Mazen doveva venire a Gerusalemme non a New York". Danon ha poi ringraziato il presidente Usa per essere "parte della soluzione, non del problema", mentre Abu Mazen "continua ad essere parte del problema".

Nel corso del meeting, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha affermato che "questo è il momento del dialogo, della riconciliazione, della ragione. Esorto i leader israeliani e palestinesi a dimostrare la volontà necessaria per far avanzare l'obiettivo di una pace giusta e duratura, che la comunità internazionale deve sostenere".

Guterres ha ribadito la necessità di una "soluzione politica al conflitto israelo-palestinese, che è durato troppo a lungo e rimane cruciale per una pace sostenibile in Medio Oriente". Quindi, ha affermato che "le Nazioni Unite continuano ad impegnarsi a sostenere palestinesi e israeliani nel risolvere il conflitto sulla base delle risoluzioni Onu, del diritto internazionale e degli accordi bilaterali, e a realizzare la visione di due Stati che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza all'interno di confini riconosciuti sulla base di quelli pre-1967".

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