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Dopo gli attentati terroristici in Francia e Belgio il consigliere di Stato in carica della sicurezza Pierre Maudet (PLR) chiede più risorse. Inoltre il flusso di informazioni tra i diversi Paesi dovrebbe essere migliorato.

A livello nazionale si percepisce "un certo ritegno, piuttosto che riconoscere la serietà della situazione", deplora Maudet in un'intervista rilasciata alla "SonntagsZeitung". È importante che "noi riceviamo tutte le informazioni". Oltre a ciò queste devono poter essere elaborate, quantitativamente ma anche in senso giuridico.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha a livello europeo poche competenze, secondo Maudet. "In Svizzera siamo sordi e ciechi". La nuova legge sul servizio informazioni il ginevrino la ritiene "assolutamente la variante minima". C'è bisogno ora di un dibattito pubblico sulla sicurezza e sui diritti della personalità e un "programma nazionale duraturo".

Ma anche lo scambio di informazioni a livello internazionale dovrebbe essere migliorato. Maudet critica ad esempio la Francia per inoltrare informazioni troppo lentamente.

In Svizzera si pone la domanda "se i servizi di informazione abbiano i mezzi". L'aumento dei posti annunciato dal Consiglio federale nel SIC diventerà effettivo nei Cantoni da aprile.

Una sfida aggiuntiva vi sarà a giugno quando si disputeranno i campionati europei di calcio in Francia. Il cantone di Ginevra sta intanto elaborando a proposito un piano precauzionale, afferma Maudet.

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SDA-ATS