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Oscar Pistorius "soffre di problemi di ansia", secondo la testimonianza di una psichiatra, oggi nel processo a Pretoria all'atleta per l'omicidio della sua compagna Reeva Steenkamp. Che lui afferma di aver ucciso per errore, in preda al panico, scambiandola per un ladro introdottosi in casa sua, e che l'accusa ritiene invece essere un delitto volontario.

"Il mio parere, vostro onore, è che Pistorius soffra di un problema di ansia", ha dichiarato, rivolto alla giudice, Meryll Vorster, chiamata dall'avvocato di Pistorius, Barry Roux, come testimone della difesa.

La specialista ha spiegato di aver parlato con i familiari dell'atleta, e di essere giunto alla conclusione che i suoi problemi da bambino, quando gli furono amputate entrambe le gambe, siano nati quando i genitori lo spinsero a essere e a vivere in modo normale: "Col passare del tempo questo può aver ingenerato ansietà", ha detto.

Inoltre, ha aggiunto Vorster, "i figli (Oscar ha una sorella, Aimée) sono stati allevati nella convinzione che l'ambiente esterno rappresentasse una minaccia", e "le persone che soffrono di ansia fanno duri sforzi per controllare il loro ambiente". Quando la madre, "che aveva occasionali problemi con alcol" e abitualmente "teneva un'arma sotto al cuscino", morì durante la sua adolescenza - ha aggiunto la psichiatra in aula -, Oscar ha perso il suo unico modello". In seguito c'è stata la rottura dei rapporti con il padre.

SDA-ATS