Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il dirigente del Pkk, Cemil Bayik, ha avvertito oggi che i ribelli curdi chiedono che un accordo sia raggiunto con Ankara su una soluzione politica del conflitto del Kurdistan prima di deporre le armi, riferisce la stampa turca.

Nei giorni scorsi il leader storico del Pkk Abdullah Ocalan, detenuto nell'isola carcere di Imrali, aveva lanciato un appello per il disarmo invitando i ribelli ad organizzare un congresso in primavera per decidere il passo 'storico' di lasciare la lotta armata per quella politica.

Il governo turco esige che prima il Pkk deponga le armi e che poi venga definito un accordo politico, sulla base di 10 punti proposti da Ocalan. In 30 anni il conflitto del Kurdistan ha fatto circa 40mila morti, per lo più curdi. Un fragile cessate il fuoco, concordato da Ocalan con il capo dei servizi segreti turchi Hakan Fidan, è in vigore da due anni.

Secondo la stampa turca Ocalan dovrebbe lanciare un nuovo appello per la pace il 21 marzo in occasione del Nevruz, l'anno nuovo curdo. Una convenzione del Pkk potrebbe svolgersi in aprile. Il dirigente del Pkk Bayik ha però rilevato che "queste cose funzionano allo stesso modo in tutto il mondo: prima una soluzione, poi il disarmo".

L'abbandono delle armi dovrebbe comunque interessare solo i ribelli che si trovano sul territorio turco, non quelli in Siria e Iraq, che oggi sono in prima linea nella guerra al gruppo armato jihadista Isis.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS