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WASHINGTON - Conigliette in 3D, come i Navi di Avatar. È l'ultima mossa con cui Playboy cerca di reagire alla grave crisi di vendite in cui sta si trova da anni.
Così, già dal prossimo numero in edicola a giugno, il sexy-magazine più famoso al mondo allegherà i noti occhialini colorati in grado di dare rilievo tridimensionale alle forme delle famose playmate.
Insidiato dall'enorme diffusione gratuita di materiale soft-core sul web, il management di Playboy si è reso conto che le foto di nudo tradizionali non attirano più come un tempo. Del resto i dati economici parlano chiaro: nel 2006 la rivista vendeva 3,5 milioni di copie, oggi appena un milione e mezzo.
Da qui la necessità di cambiare strada, sperimentare linguaggi innovativi in grado soprattutto di intrigare nuovi lettori. E lo sbocco logico di questo ragionamento non poteva che portare alla tecnica 3D, la stessa che ha decretato il successo planetario del kolossal di Cameron e continua a far incassare milioni di dollari ad altre pellicole destinate ai più giovani.
"Per far fronte al mercato editoriale in continua evoluzione - spiega il direttore della rivista, Jimmy Jellinek - è necessario produrre eventi attorno al proprio prodotto". La scommessa è convincere il pubblico che avere tra le mani una foto, in più tridimensionale, da mettere sul comodino, sia più soddisfacente che aprire un'immagine al computer.
"Mi sono chiesto - racconta il suo fondatore Hugh Hefner - cosa avrebbe voluto vedere la gente in 3D e credo che la risposta giusta fosse una ragazza nuda". Tuttavia, pur sostenendo l'idea dal punto di vista commerciale, lo stesso Hefner, dall'alto delle sue 84 primavere, riconosce che questa novità non lo fa impazzire: "Non sono un grande entusiasta del 3D. Quando vado a cinema - spiega sull'Huffingtonpost - voglio lasciarmi andare e abbandonare la vita reale, e per me le due dimensioni vanno benissimo".
Ad ogni modo è tutto deciso. A giugno si parte. Sulla copertina ci sarà la foto di Hope Dworaczykla, una splendida modella americana appena nominata playmate dell'anno, la 51esima nella storia del giornale. E la speranza, come indica anche il suo nome, è che l'iniziativa abbia successo e riporti la rivista ai fasti di un tempo. In fondo, ragazze in carne e ossa come lei, potrebbero piacere di più degli umanoidi blu alti tre metri di Pandora.

SDA-ATS