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PPD e PLR divergono sull'opportunità di un secondo seggio in Consiglio federale per l'UDC. Dopo che mercoledì il capogruppo del PPD alle Camere Filippo Lombardi ha posto ai democentristi la condizione di una "maggiore propensione al consenso", oggi il presidente del PLR Philipp Müller ribadisce la posizione del partito: due seggi ciascuno ai tre partiti aritmeticamente più consistenti e un seggio al quarto.

In un'intervista pubblicata dai giornali raggruppati col marchio "az nordschweiz", il consigliere nazionale argoviese riconosce che l'UDC in materia di politica estera e degli stranieri "deve profilarsi in modo sempre più estremo" per conservare il proprio elettorato. Ammette anche che una certa convergenza di obiettivi tra i partiti di governo è auspicabile, "ma non obbligatoria".

Il PLR combatte la politica isolazionista dell'UDC, ma deve lottare anche con il PS che vorrebbe spese pubbliche più consistenti o con il PPD che ha una politica famigliare troppo onerosa. "Un accordo sui contenuti non è un aspetto centrale della concordanza".

Per il consigliere agli Stati ticinese, la concordanza presuppone invece la volontà di realizzare qualcosa assieme per il Paese, ha detto in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung. Con il suo ruolo di opposizione l'UDC può facilmente vincere nelle urne, ma in questo caso la concordanza non si limita più a un calcolo aritmetico, ha sostenuto Lombardi.

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SDA-ATS