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Poggia, casse malattia paghino test coronavirus senza se né ma

Un consigliere di stato noto per le sue posizioni nette in tema di lavoro e socialità. KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 maggio 2020 - 18:30
(Keystone-ATS)

Gli assicuratori malattia paghino senza se e senza ma tutti i test del coronavirus: lo chiede il consigliere di stato ginevrino Mauro Poggia.

"Non costerebbe troppo e permetterebbe di migliorare la loro immagine", afferma il 61enne. "È fondamentale non scoraggiare le persone a sottoporsi alle verifiche, più volte se necessario"

Dall'inizio della crisi del coronavirus il Consiglio federale ha agito in vari ambiti derogando dalle regole abituali, "ma su un solo soggetto si è imposto l'autocensura: l'assicurazione malattia", osserva l'esponente del Mouvement citoyens genevois (MCG) in un'intervista pubblicata oggi dalla Tribune de Genève.

"Lo screening è un problema di salute pubblica: è molto importante effettuare test su larga scala per scoprire chi è positivo e per il tracciamento dei contatti", sottolinea Poggia. "L'assicurazione sanitaria rimborsa solo gli esami effettuati in caso di sintomi significativi: a mio parere, dovrebbero essere tutti presi a carico, anche quelli relativi a sintomi lievi. Senza franchigia o partecipazione ai costi".

Ma gli assicuratori non devono mantenere le riserve per la seconda ondata del Covid-19? "Sì, poi sarà la terza ondata, è ridicolo", risponde il politico ginevrino. "All'inizio del 2019 avevano 4,9 miliardi di riserve in più di quanto imposto dalla legge. Le riserve esistono proprio per far fronte a cambiamenti inaspettati dei costi sanitari. Siamo in un periodo eccezionale di solidarietà generale, ma da parte degli assicuratori non arriva nulla", si rammarica Poggia.

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