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Politecnico Losanna a caccia di rottami spaziali

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2012 - 15:09
(Keystone-ATS)

Il Politecnico federale di Losanna (PFL) vuole contribuire all'eliminazione dei rottami di satelliti o di razzi che circolano nello spazio. Il progetto CleanSpace One presentato oggi dall'ateneo consiste nel costruire piccoli satelliti capaci di catturare i frammenti e di riportarli nell'atmosfera terrestre, dove saranno distrutti.

"È ora di far qualcosa per diminuire la quantità di rottami nello spazio, che rappresentano un grande pericolo per le navette e le stazioni internazionali intorno alla terra. Finora abbiamo avuto fortuna", ha sottolineato a Losanna l'astronauta e professore Claude Nicollier, ricordando tuttavia l'esplosione nel febbraio 2009 del satellite di comunicazione statunitense Iridium-33, scontratosi con il vecchio satellite russo Cosmos-2251.

Impresa mai tentata finora, il recupero dei circa 16'000 rottami di oltre 10 cm che viaggiano a velocità inaudite nello spazio è un progetto che occupa pure la NASA e l'Agenzia spaziale europea (ESA). I responsabili di CleanSpace One vogliono tuttavia dare l'esempio, tentando il recupero del primo oggetto spaziale elvetico, il satellite Swisscube (un cubo di dieci centimetri di lato e con una massa di 820 grammi), nonché del suo "cugino" ticinese Tisat-1, lanciato nel luglio 2010.

A questo scopo, l'ateneo sta progettando appositi satelliti dotati di tecniche innovative, quali motori ultracompatti e sistemi di cattura, ispirati ai mondi vegetale e animale. Un volta afferrato il frammento, il satellite CleanSpace One (un oggetto di circa 30 cm) dovrà stabilizzarsi, lasciare l'orbita e dirigersi verso la Terra, la cui atmosfera annienterà la coppia di satelliti.

Facile sulla carta, il progetto presenta enormi sfide tecnologiche, sottolinea Muriel Richard, collaboratrice scientifica del Swiss Space Center, ricordando che i rottami circolano a velocità di 7 km al secondo, a centinaia di chilometri dalla Terra.

Secondo il direttore del Swiss Space Center, contatti sono in corso con svariati partner istituzionali e privati, fra i quali l'ESA. Oltre alle questioni finanziarie - il progetto CleanSpace One è stimato a 10 milioni di franchi - dovranno pure essere chiarite le questioni strategiche e militari. "Prima di eliminare un rottame, occorrerà ottenere il nullaosta del suo proprietario", rileva Gass.

L'interesse del progetto è pure finanziario: le assicurazioni attive nel settore spaziale sono già impegnate per somme che totalizzano 20 miliardi di dollari. Secondo il PFL, i primi tentativi di recupero dei rottami nello spazio potrebbero essere intrapresi fra tre-cinque anni.

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