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Politica sanitaria: economiesuisse chiede più concorrenza

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2011 - 11:05
(Keystone-ATS)

Più trasparenza, più concorrenza e più responsabilità individuale: è quanto chiede economiesuisse, che oggi ha presentato le proprie linee direttive in materia di sanità. "Osserviamo una statalizzazione crescente del sistema sanitario, vi è una netta tendenza ad un'eccessiva regolamentazione", indica il direttore Pascal Gentinetta: il settore va quindi riformato.

"L'efficacia è insufficiente, la trasparenza lascia a desiderare per quanto concerne la qualità delle prestazioni e, da 25 anni, il finanziamento è sempre più a carico dello Stato", afferma Rudolf Minsch, capo economista di economiesuisse, in un comunicato diramato oggi.

La Federazione delle imprese svizzere vuole invece "condizioni quadro liberali". "Lo Stato deve, per quanto possibile, permettere agli operatori privati di fornire le prestazioni". Per aumentare la qualità, è necessario rafforzare la trasparenza e introdurre "una concorrenza regolamentata".

Occorre "garantire a tutti l'accesso a metodi di cura di qualità elevata e moderne", ma nel contempo "bisogna attribuire maggior peso alla responsabilità individuale allo scopo di rafforzare la solidarietà tra gli assicurati". E infine, afferma economiesuisse, "le linee direttive preconizzano un finanziamento sostenibile per un sistema sanitario stabile ed efficace".

Secondo Beat Moser, direttore di Chemie Pharma Schweiz, la "Confederazione deve aumentare la trasparenza per permettere il confronto tra gli operatori che forniscono le cure. La creazione di un istituto della qualità, recentemente proposto dal Consiglio federale, sarebbe viceversa in contrasto con le posizioni dell'economia".

Economiesuisse si dice peraltro nettamente contraria alla proposta di una cassa malattia unica: stando a Lucius Dürr, direttore dell'Associazione Svizzera d'Assicurazioni (ASA), "questo sarebbe un primo passo in direzione di una statalizzazione del sistema sanitario". "L'economia auspica al contrario un'intensificazione della concorrenza, perché senza la pressione della concorrenza i costi rischiano di aumentare ulteriormente".

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