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La polizia tunisina ha bloccato diversi barconi in partenza verso l'Italia (foto d'archivio)

KEYSTONE/AP/DARKO BANDIC

(sda-ats)

Volevano arrivare sulle coste italiane a bordo di un gommone a motore ma sono stati fermati dall'intervento delle autorità di polizia tunisine.

E' solo uno dei tanti tentativi di partenza sventati in queste ultime settimane dalla Tunisia. Lo ha reso noto in un comunicato il ministero dell'Interno di Tunisi precisando che la Guardia costiera ha tratto in arresto oggi nella regione di Aghir nell'isola di Djerba 8 giovani che si apprestavano a partire per l'Italia.

Durante l'operazione sono stati sequestrati anche un gommone con due motori, cinque bidoni di carburanti e una somma di denaro in valuta straniera. Al largo di Korba, nel governatorato di Nabeul, le forze dell'ordine sono ricorse anche a colpi in aria per intimare lo stop al comandante di una piccola imbarcazione con a bordo altri candidati migranti, costringendolo a invertire la rotta e tornare a riva. Alcuni dei passeggeri una volta a terra hanno tentato di fuggire prima di essere fermati.

La Marina militare tunisina ha invece intercettato al largo delle coste di Ghar El Melh, nel governatorato di Biserta, un imbarcazione in difficoltà con sette persone a bordo, intenzionate a raggiungere illegalmente le coste italiane, ha fatto sapere il ministero dell'Interno di Tunisi precisando che i sette fermati, tutti tunisini, sono stati portati nella base navale di La Goulette, per essere consegnati alla Guardia nazionale.

Nel solo mese di settembre 2017, secondo fonti locali, le partenze sono triplicate rispetto al mese precedente, con oltre 500 migranti arrestati, in gran parte tunisini ma anche di altri paesi africani. Le partenze dalla Tunisia si differenziano rispetto a quelle dalla Libia per l'utilizzo di imbarcazioni da pesca o piccoli gommoni equipaggiati per la traversata con potenti motori. I migranti tunisini sono molto spesso "migranti economici", ovvero nella maggior parte dei casi persone che vivono una vita precaria nel loro paese e cercano un futuro migliore in Europa.

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SDA-ATS