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Un vero inferno

KEYSTONE/EPA LUSA/PAULO CUNHA

(sda-ats)

Almeno 62 persone sono morte a causa di un violento incendio boschivo scoppiato nell'area di Pedrogao Grande, nel Portogallo centrale. Lo ha indicato il ministro dell'interno Jorge Gomes. Tre giorni di lutto nazionale.

"Siano davanti alla maggiore tragedia con vittime umane degli ultimi tempi in un incidente di questo tipo", ha detto il premier portoghese Antonio Costa giunto questa notte a Pedrogao Grande, zona nel centro del Paese, nella provincia di Leiria, a circa 160 chilometri da Lisbona.

Molte delle vittime - al momento si dice 18 - sono rimaste intrappolate dalle fiamme nelle loro auto, morendo carbonizzate. La maggior parte di loro sono morte sulla strada che collega Figueiro dos Vinhos a Castanheira de Pera. Ci sono anche 59 feriti, fra cui diversi pompieri.

Le alte temperature e il forte vento hanno contributo alla rapidissima diffusione dell'incendio. Le cause del disastro ancora non sono note. L'incendio si è sviluppato in un modo "che non ha spiegazione" ha detto il segretario di stato agli interni Joao Gomes. Tutti i morti sono civili.

Contro le fiamme sono impegnati oltre 600 pompieri e 100 mezzi dei servizi antincendio. Alla lotta contro le fiamme si sono aggiunti nella notte anche mezzi e uomini della protezione civile spagnola, anche con due Canadair.

Nella notte sono giunti da Lisbona a Pedrogao Gtrsande il presidente della repubblica Marcelo Rebelo da Sousa e il premier Costa. Diverse case raggiunte dalle fiamme hanno dovuto essere evacuate. Alcuni focolari erano ancora attivi questa mattina.

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha annunciato di avere attivato il meccanismo europeo di protezione civile per venire in aiuto al Portogallo.

SDA-ATS

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