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Prosegue in Portogallo l'ondata di scioperi contro la manovra anticirsi del Governo conservatore di Pedro Passos Coelho e la finanziaria 2014 nella quale sono previsti numerosi tagli di personale e la diminuzione di stipendi e pensioni. Oggi hanno scioperato i pubblici ministeri, gli addetti ai servizi delle frontiere e ai trasporti fluviali di Lisbona.

Il sindacato che rappresenta i Pm portoghesi (SMMP) parla di "crollo dello stato sociale di diritto" e chiede che venga garantito "il rispetto per la Costituzione e le Corti di giustizia". Lamenta il "deterioramento dello status socio-professionale dei Pm" e chiede "un sistema di remunerazione dei giudici che garantisca la loro dignità e la loro indipendenza dai poteri legislativo ed esecutivo".

Per 12 ore - a partire dalla mezzanotte - hanno incrociato le braccia i lavoratori della società Trastejo che gestisce nella capitale il trasporto sul fiume Tago. A mezzogiorno si è conclusa la protesta, cominciata ieri, degli addetti ai servizi delle frontiere di porti e aeroporti, indetta dai sindacati del servizio stranieri e frontiere (SEF) e della polizia doganale (CCPD). In tutte le manifestazioni sono stati garantiti i servizi minimi.

Nonostante la Troika (UE, BCE, FMI) indichi che il Portogallo, con le misure adottate dal Governo, si stia incamminando verso l'uscita dalla crisi, sindacati, cittadini e partiti di opposizione criticano la politica governativa sostenendo che sta "portando alla fame il popolo portoghese".

Tra le altre misure impopolari figurano la riduzione dei salari nel pubblico impiego e l'aumento di 5 ore settimanali dell'orario di lavoro, l'aumento dell'età pensionabile a 66 anni, il blocco delle pensioni di reversibilità se il cumulo supera i duemila euro mensili e tagli per le pensioni superiori ai 600 euro.

Il bilancio prevede una manovra di 3,9 miliardi (il 2,3% del PIL) per rispettare i paramenti imposti dalla Troika per la concessione di 78 miliardi nel 2011, e che per il 2014 prevedono un disavanzo del 4%.

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SDA-ATS