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Portogallo chiede aiuto, Ue pronta a salvataggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2011 - 21:04
(Keystone-ATS)

Lisbona rompe gli indugi. Il dimissionario ministro delle Finanze, Fernando Texeira Dos Santos, ammette come il ricorso del Portogallo agli aiuti dell'Unione europea "è necessario", visti i danni irreparabili provocati dalla crisi del debito.

"Davanti a una situazione così difficile credo sia necessario ricorrere ai meccanismi di finanziamento disponibili nel quadro europeo", spiega Dos Santos in un'intervista al quotidiano economico Jornal de Negocios, facendo appello a tutte le principali istituzioni e forze politiche del suo Paese di impegnarsi su questo fronte. Del resto il messaggio ribadito anche oggi da Bruxelles è chiaro: se il governo portoghese lo chiede, l'Ue è pronta a salvare Lisbona, ma a patto che ci sia un mandato chiaro. Quindi, con l'appoggio dell'opposizione portoghese, favorita per le elezioni di giugno.

Non c'è ancora una richiesta formale di aiuto. Ma l'annuncio di Dos Santos arriva alla vigilia di un importantissimo appuntamento: l'Ecofin informale che venerdì e sabato si svolgerà a Budapest. Trovare una soluzione alla crisi portoghese è l'obiettivo numero uno dei ministri delle Finanze e dei governatori centrali europei che - riuniti nel castello di Godollo, a 30 chilometri dalla capitale ungherese - ascolteranno dal ministro portoghese le ultime novità sulla situazione finanziaria e politica del suo Paese. Situazione che rischia di contagiare il resto dell'Eurozona dove - si legge nei documenti preparatori dell'Ecofin - la crisi dei debiti sovrani e quella delle banche è tutt'altro che superata.

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