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Posta: filiale Epsilon viola salari minimi, sanzionata

La filiale della Posta Epsilon non si atteneva alle regole del salario minimo. Immagine d'archivio. KEYSTONE/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2020 - 14:16
(Keystone-ATS)

La filiale della Posta Epsilon non si atteneva alle regole del salario minimo. Per questo motivo la Commissione federale delle poste (PostCom) ha decretato l'immediata messa in regola e la compensazione delle irregolarità con effetto retroattivo per l'intero 2019.

È stata inoltre inflitta una sanzione di 180'000 franchi.

In assenza di un contratto collettivo di lavoro (CCL), si legge in un comunicato odierno, la PostCom verifica che siano soddisfatti gli standard minimi nel settore dei servizi postali. Questi ultimi sono entrati in vigore il primo gennaio 2019 tramite ordinanza.

A seguito di un servizio della trasmissione "10 vor 10" della televisione svizzerotedesca SRF, il 13 novembre 2018 la PostCom ha inviato una richiesta di chiarimenti a Epsilon, società attiva nel campo della distribuzione di invii non indirizzati e del recapito mattutino di giornali.

Nel corso delle indagini sono state rilevate lacune per quanto riguarda i salari comunicati dall'impresa. Le modalità di calcolo differivano infatti notevolmente da quelle utilizzate per la verifica del rispetto delle condizioni di lavoro.

Le differenze si riscontravano in particolare nella modalità di calcolo dei tempi dei giri di distribuzione e nel mancato compenso per il lavoro notturno. Per questi motivi, il salario orario più basso pagato dall'azienda nel marzo 2019 era chiaramente inferiore a quello minimo di 18,27 franchi.

La PostCom sottolinea che si tratta di un'infrazione particolarmente grave. La Posta e l'impresa stessa hanno dimostrato la volontà di eliminare le irregolarità riscontrate. I lavori per la revisione dei salari sono stati avviati subito dopo la presa di contatto della PostCom, prima ancora dell'avvio della procedura.

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