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PPD e PBD riuniti in assemblea, si discute del futuro

L'Assemblea dei delegati del PPD si tiene oggi a Baden (AG), mentre il PBD si riunirà a Oberdorf (SO). L'obiettivo del presidente del Partito Popolare Democratico Gerhard Pfister è di ottenere un secondo seggio in Consiglio federale nel 2027 KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2020 - 08:40
(Keystone-ATS)

Si tengono oggi le assemblee dei delegati a livello nazionale del PPD e del PBD per decidere l'orientamento futuro dei due partiti. Le due formazioni lo scorso maggio hanno avviato le discussioni in merito alla creazione di un partito di centro.

Sia il Partito Popolare Democratico, sia il Partito Borghese Democratico hanno perso elettori negli ultimi anni. Per correre ai ripari, le due formazioni vorrebbero avvicinarsi e una decisione su un'eventuale fusione dovrebbe essere presa al più tardi entro la fine di quest'anno.

L'assemblea dei delegati del PPD si tiene a Baden (AG), mentre il PBD si riunirà a Oberdorf (SO). Tra i temi caldi, oltre alla fusione, ci saranno anche le raccomandazioni di voto in vista dell'appuntamento alle urne del prossimo 27 settembre.

Per il PPD tiene banco anche il nuovo nome scelto dai vertici del partito: ieri il comitato direttivo ha presentato la proposta Alleanza del Centro - Die Mitte in tedesco, Le Centre in francese e Allianza del Center in romancio - con un logo tutto nuovo, accompagnato da una parentesi arancione e dalle parole "libertà, solidarietà, responsabilità". La base dovrà però ancora accettare questa proposta.

Due consiglieri federali nel 2027

Cambiando nome e unendosi con il PBD, il partito del presidente Gerhard Pfister spera di ottenere nuovi elettori. In un'intervista pubblicata oggi su Le Temps, il numero uno della formazione politica si mostra ottimista: "Se continuiamo a lavorare come facciamo dal 2016, credo che nel 2023 saremo tra i vincitori delle elezioni", ha indicato Pfister, aggiungendo che "l'obiettivo è di riconquistare il secondo seggio in Consiglio federale nel 2027".

In merito alla scomparsa del riferimento cristiano nel nome, che potrebbe risultare in una perdita di consensi da una frangia più conservatrice del partito, il consigliere nazionale di Zugo non ha dubbi: "La realtà è che perdiamo elezioni da quarant'anni. Se questa tendenza prosegue finiremo al di sotto della soglia del 10% degli elettori tra otto anni, con il rischio di perdere il nostro unico seggio in Consiglio federale", ha avvisato Pfister.

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