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Dopo la bocciatura in votazione dell'iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate", il PPD torna alla carica: oggi ha depositato al Consiglio degli Stati una mozione per impedire la tassazione individuale.

Oltre alla fiscalità del matrimonio, il PPD prende di mira il tetto massimo delle rendite AVS dei coniugi. Il partito chiede che venga alzata al 160% (oggi è al 150%) nell'ambito della riforma delle previdenza vecchiaia 2020, ha annunciato alla stampa. Questa proposta costerebbe 850 milioni di franchi. Per compensare le spese sarebbe necessario diminuire gli incrementi di tutte le rendite AVS, che attualmente sono stati fissati a 70 franchi al mese.

L'imposizione individuale sarà dibattuta la settimana prossima al Nazionale. La maggioranza della commissione preparatoria si è espressa a favore di questo modello che permetterebbe di tassare ognuno in funzione del proprio reddito. Una minoranza PPD e UDC invece è contraria.

La mozione inoltrata oggi dal senatore Pirmin Bischof è una risposta diretta a quella del Consiglio nazionale. "È sostenuta da 25 consiglieri agli Stati di quattro partiti", ha sottolineato l'autore. A suo avviso, il Consiglio federale dovrebbe privilegiare lo splitting, che permette di tassare le coppie sposate con un'aliquota più bassa.

Gli oppositori criticano il fatto che questo modello privilegia una visione "retrograda" della coppia e della famiglia dove l'uomo continua ad essere quello che guadagna di più. Se il Parlamento dovesse optare per l'imposizione individuale il PPD lancerà un referendum.

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SDA-ATS