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Filippo Lombardi, capogruppo PPD alle Camere federali, propone di concedere all'UDC un secondo seggio in Consiglio federale, a condizione che il principale partito svizzero mostri "maggiore propensione al consenso". L'UDC deve decidere se continuare a condurre una politica di opposizione o se vuole assumere le responsabilità di un governo collegiale, ha detto il consigliere agli Stati ticinese in un'intervista pubblicata dalla "Neue Zuercher Zeitung".

La concordanza presuppone la volontà di realizzare qualcosa assieme per il Paese. Con il suo ruolo di opposizione l'UDC può facilmente vincere alle urne, ma in questo caso la concordanza non si limita più a un calcolo aritmetico, ha detto Lombardi.

Se l'UDC vuole una svolta radicale come la disdetta degli accordi bilaterali con l'Unione europea (UE), la Confederazione si ritroverebbe sola. "Nei rapporti fra Svizzera ed estero, ci sono interessi nazionali primordiali, che non possono essere sacrificati per calcoli politici di parte". E fra questi figurano gli accordi bilaterali.

Lombardi spera che la "polarizzazione della politica" possa attenuarsi. Il partito socialista e i Verdi liberali hanno rilanciato recentemente la discussione, lasciando intendere che sarebbero d'accordo di attribuire uno dei due seggi PLR all'UDC.

È normale che il PBD abbia intensificato la collaborazione con il PPD per tentare di salvare il seggio della sua consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, commenta Lombardi. L'alleanza con il PBD però non deve avere come unico scopo quello di mantenere la ripartizione dei seggi in governo, ma deve puntare alla costituzione di un centro più forte, ha aggiunto.

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SDA-ATS