Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

"Il 2016 sarà l'anno della vittoria finale" contro l'Isis in Iraq. Sono toni trionfali quelli usati dal primo ministro iracheno Haidar al Abadi, arrivato oggi a Ramadi, il capoluogo della provincia di Al Anbar riconquistata dopo sette mesi di occupazione dell'Isis.

Ma i combattimenti proseguono in diversi quartieri, soprattutto orientali, dove i jihadisti rimangono trincerati.

Al Abadi si è rivolto agli iracheni dagli schermi della televisione di Stato. "I valorosi combattenti iracheni - ha detto il premier - hanno scritto con il loro sangue la dichiarazione di vittoria, hanno inferto pesanti sconfitte all'Isis, e non si fermeranno fino alla completa liberazione di ogni città e villaggio". "Se il 2015 è stato l'anno della liberazione, il 2016 sarà l'anno della vittoria finale", ha aggiunto.

Una vittoria che dovrà però passare per la riconquista di vasti territori ancora nelle mani del 'Califfato' di Abu Bakr al Baghdadi: nella stessa provincia occidentale di Al Anbar, culla di jihadisti sunniti fin dall'occupazione americana, e in quella settentrionale di Ninive, con il suo capoluogo Mosul che dal giugno del 2014 è la 'capitale' dello Stato islamico in Iraq.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS