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Presidenti di PLR e PPD ottimisti

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 dicembre 2010 - 15:47
(Keystone-ATS)

BERNA - I presidenti del PLR e del PPD guardano con fiducia alle elezioni federali del 23 ottobre 2011: Fulvio Pelli e Christophe Darbellay sperano entrambi di conquistare tre seggi supplementari al Consiglio nazionale.
La gente comincia lentamente a notare che i valori liberali non sono più a sufficienza rappresentati, afferma in una intervista al "SonntagsBlick" il presidente liberale-radicale Fulvio Pelli, che conta dunque su una progressione del PLR. L'obiettivo è di raggiungere il 20% dei voti e ottenere 40 seggi nel Consiglio nazionale, tre in più di quelli attuali.
Pelli denuncia una volta ancora la polarizzazione: UDC e Partito socialista hanno bloccato la politica con i loro referendum e iniziative. Se questi due partiti si dovessero rafforzare ulteriormente alle prossime federali, "la Svizzera sarebbe definitivamente ingovernabile", i cittadini avrebbero mostrato di non volerne più sapere della concordanza e si dovrebbe allora trovare una nuova formula con meno partiti in governo. "L'UDC e il PS potrebbero governare da soli per quattro anni in alleanza", lancia il consigliere nazionale ticinese a mo' di provocazione. "Tutte le opzioni restano aperte fino ad elezioni avvenute", risponde Pelli alla domanda su un eventuale ritiro del PLR dal governo.
Pelli precisa che il PLR conta su un budget di 2,6 milioni di franchi per la campagna elettorale. Dispone invece di circa 3 milioni il Partito popolare democratico, rivela il suo presidente Christophe Darbellay a un altro domenicale svizzerotedesco, "Der Sonntag".
Il consigliere nazionale vallesano punta su una congiunzione delle liste con le piccole formazioni dell'area di centro: Partito borghese democratico PBD, Verdi liberali e Partito evangelico PEV. Anche per lui l'obiettivo sono tre seggi supplementari al Consiglio nazionale. E il 17% dei voti. Al Consiglio degli Stati "vogliamo rimanere il primo partito", afferma.
Darbellay critica la proposta mini-riforma del governo che prolunga a due anni la presidenza: i consiglieri federali sono eletti per una legislatura di quattro anni e "sarebbe buona cosa avere un presidente della Confederazione per una legislatura", afferma il vallesano. A suo avviso il parlamento dovrebbe però disporre di uno strumento istituzionale, una sorta di voto di fiducia, per cambiare il presidente se necessario.
Pelli critica dal canto suo il tempo perso in parlamento dai deputati per mettersi in mostra: a ogni occasione si assiste a una marea di "interventi inutili". Il presidente del PLR vorrebbe arginare questa marea: si potrebbe per esempio limitare il numero di interventi possibili per partito. A Pelli piacerebbe anche che i parlamentari fossero meglio pagati. Purché - puntualizza - facciano atto di presenza.

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