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Nel 2013, poco più di 300'000 persone hanno dovuto fare ricorso alle prestazioni complementari (PC) dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) o dell'Assicurazione invalidità (AI). Si tratta di un aumento dell'1,9% (tra i più deboli degli ultimi anni) rispetto al 2012, come indicano i dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

Le uscite sono invece salite del 2,1% - uno degli incrementi meno pronunciati dal 1980 - per attestarsi a 4,5 miliardi di franchi. Di questa somma, 2,2 miliardi sono stati utilizzati per soddisfare il minimo vitale. La Confederazione si è accollata 1,4 miliardi, mentre i Cantoni hanno coperto i costi rimanenti.

Per gli altri 2,3 miliardi, si tratta di costi generati da soggiorni in strutture apposite oppure causate da malattia e invalidità. Questi aggravi sono assunti dai Cantoni.

A dicembre 2013, il 12% della popolazione in pensione percepiva PC. Benché questa percentuale sia rimasta stabile negli ultimi dieci anni, il numero di pensionati che ha dovuto fare ricorso a prestazioni complementari è salito di 4300 unità (185'800) rispetto al 2012.

Sempre nel dicembre 2013, 111'400 persone hanno ottenuto una prestazione complementare nell'ambito AI, 1200 persone in più rispetto all'anno prima. Il numero di persone in AI che riceve anche prestazioni complementari è salito da un anno all'altro di 1,4 punti percentuali per attestarsi al 42,7%.

L'incremento delle uscite per PC negli ultimi anni preoccupa governo e parlamento. Il Consiglio federale è intenzionato a riformare il sistema: tra i principi di base lungo in quali si muoverà la revisione figura anche un giro di vite circa le possibilità concesse dalla legge di prelevare parte degli averi del secondo pilastro, o cassa pensione, per comperarsi una casa.

Sulla base di questo ed altri principi, resi noti mercoledì scorso, il Dipartimento federale dell'interno dovrà presentare un progetto preliminare di legge in autunno da inviare in consultazione.

SDA-ATS