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BERNA - I rimpatri forzati potranno avvenire in futuro sotto l'occhio vigile di osservatori indipendenti. Tale novità non è dovuta al decesso avvenuto la settimana scorsa allo scalo di Zurigo/Kloten di un Nigeriano - la cui richiesta d'asilo era stata respinta - bensì a una direttiva dell'Ue, ha dichiarato oggi all'ATS il portavoce dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) Jonas Montani, confermando una notizia del domenicale "NZZ am Sonntag".
"La direttiva di Bruxelles dovrà essere integrata nel nostro ordinamento - ha spiegato Montani - dal momento che la Svizzera partecipa allo spazio di Schengen". La disposizione prevede la sorveglianza indipendente per i rinvii coatti e dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2011. "Tuttavia - ha detto Montani - i particolari di questo monitoraggio non sono ancora stati fissati, in particolare non si sa chi saranno gli osservatori".
Amnesty International chiede da tempo l'impiego di osservatori indipendenti per i rimpatri forzati, invito ribadito la settimana scorsa dopo il tragico decesso del Nigeriano, in seguito al quale l'UFM ha sospeso tutti i voli speciali utilizzati per tale scopo. Per ragioni di sicurezza, le persone espulse vengono in linea di principio immobilizzate. È stato il caso dell'africano deceduto in seguito a un malore, nonostante un tentativo di rianimazione.
Ieri, intanto, 500 persone hanno manifestato a Zurigo contro i rimpatri forzati. È stata chiesta la fine delle espulsioni e la chiusura delle carceri nelle quali le persone sono detenute in attesa di essere allontanate.

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SDA-ATS