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Previdenza vecchiaia 2020: riuscito referendum contro riforma

La proposta di riforma delle pensioni di Alain Berset incappa in un referendum. KEYSTONE/THOMAS DELLEY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2017 - 18:17
(Keystone-ATS)

Il referendum contro la riforma Previdenza vecchiaia 2020 è riuscito. Il 24 settembre gli svizzeri dovranno quindi pronunciarsi due volte sull'argomento: sul previsto aumento dell'IVA (referendum obbligatorio) e sull'insieme della legge (referendum facoltativo).

Il comitato ha depositato oggi alla Cancelleria federale a Berna 58'718 firme contro le proposta del ministro Alain Berset. I promotori, soprattutto esponenti di sindacati e della sinistra, si oppongono a una revisione "fatta sulle spalle delle donne, dei salariati e dei pensionati", si legge in una nota.

Le donne saranno obbligate a lavorare un anno di più in nome di una parità di trattamento che tuttavia non esiste nella vita attiva e reale, proseguono i promotori, ricordando che salari più bassi e tempo parziale condizionano il livello delle rendite delle donne.

I salariati, in particolare quelli con uno stipendio inferiore a 84'600 franchi, e i giovani subiranno la diminuzione del tasso di conversione dal 6,8% al 6%, ciò che corrisponde a una diminuzione della rendita del 12%, rileva ancora il comitato referendario.

Quest'ultimo - denominato "No all'aumento dell'età di pensionamento e no alla diminuzione delle rendite" - è composto in Romandia da un'alleanza di sindacati e sinistra, da associazioni per la tutela dei consumatori e in Ticino da un comitato che fa capo al Movimento per il socialismo (MPS).

La riforma si compone di due progetti: una modifica costituzionale che prevede l'aumento dell'IVA e un disegno di legge che comprende tutte le altre decisioni. I due progetti sono legati: le legge federale non può entrare in vigore se viene bocciato il decreto sull'IVA e viceversa.

La modifica della Costituzione per un aumento di 0,6 punti percentuali dell'IVA è sottoposta a referendum obbligatorio. Per essere approvata necessita della doppia maggioranza di popolo e cantoni. La legge è invece sottoposta a referendum facoltativo, ora riuscito.

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