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Prezzi alla produzione e all'importazione in calo anche nel mese di luglio. Il relativo indice calcolato dall'Ufficio federale di statistica (UST) si è attestato a 91,3 punti, con una flessione dello 0,3% rispetto a giugno e del 6,4% su base annua.

La contrazione sull'arco dei dodici mesi è in linea con quella di giugno (-6,1%), che aveva fatto seguito a maggio (-6,0%), aprile (-5,2%), marzo (-3,4%), febbraio (-3,6%) e gennaio (-2,7%), mese in cui la Banca nazionale svizzera ha abbandonato la soglia minima di cambio con l'euro.

Tornando al periodo in rassegna, per quanto riguarda il dato sui soli prezzi alla produzione - che mostra l'evoluzione dei prodotti indigeni - si è assistito a una contrazione dello 0,2 a livello mensile e del 4,5% sull'arco di dodici mesi, con un indice a 93,9 punti.

Rispetto a giugno sono scesi in modo particolare i prezzi dei prodotti petroliferi, degli orologi, degli ortaggi, delle patate. . Sono invece aumentati bovini, suini e carne.

La nuova realtà determinata dal franco forte ha avuto un impatto leggermente maggiore sul secondo sottoindice, quello dei prezzi all'importazione, che mostra l'evoluzione dei prezzi dei prodotti provenienti dall'estero: in luglio è infatti sceso a 85,8 punti, con una diminuzione mensile dello 0,3% e annuale di ben il 10,5%. Gli unici prodotti che costavano di più rispetto a giugno sono gas naturale, agrumi, alcuni altri prodotti alimentari e automobili.

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SDA-ATS