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Considerati nella loro globalità, i prezzi alla produzione e all'importazione sono risultati in crescita in febbraio. Stando a quanto comunicato oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST) il relativo indice è aumentato dello 0,2% rispetto a gennaio e dello 0,5% su base annua, per toccare i 100,3 punti (base maggio 2003 = 100).

Per quanto riguarda il dato sui soli prezzi alla produzione - che mostra l'evoluzione delle tariffe dei prodotti indigeni al momento in cui lasciano la fabbrica e non comprende i servizi - vi è stata una lieve contrazione mensile (-0,1%) e una altrettanto contenuta progressione annua (+0,1%), con un indice a 100,0. Più a buon mercato, rispetto a giugno, sono apparsi fra l'altro carne, prodotti chimici per l'agricoltura, prodotti farmaceutici, acciaio e rottami di ferro, mentre sono diventati più cari prodotti petroliferi, materie plastiche e attrezzature elettriche.

Il secondo sottoindice - quello dei prezzi all'importazione, che mostra l'evoluzione dei prezzi dei prodotti importati - è invece risultato in notevole aumento. L'incremento è stato rispettivamente dello 0,9% (mensile) e dell'1,4% (annuo): l'indice si è portato a 100,9. Sono costati maggiormente metalli, cereali, materie plastiche, preparati farmaceutici, petrolio greggio e prodotti petroliferi. Per quanto riguarda l'"oro nero" ulteriori aumenti di prezzo dovuti alla crisi in Libia e rilevati nella seconda metà di febbraio influenzeranno l'indice solo a partire da marzo, precisa l'UST. I prezzi sono diminuiti per ortaggi, frutti, gas naturale e prodotti chimici per l'agricoltura.

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SDA-ATS