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Eros Sebastiani, presidente dell'Associazione Frontalieri Ticino (foto d'archivio).

KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI

(sda-ats)

"Ce l'aspettavamo, anzi è già tanto che la percentuale non è stata più alta, c'è troppo un clima di malessere oltreconfine".

Lo ha detto, commentando i risultati della votazione in Canton Ticino, Eros Sebastiani, presidente dell'Associazione Frontalieri Ticino, con sede a Varese, dalla cui provincia arrivano circa 25.000 dei lavoratori che vanno a lavorare nel cantone svizzero.

Altri 22.000 arrivano dal comasco e il resto tra il lecchese, la Valtellina, il Verbano-cusio-ossola in Piemonte, e in minore percentuale da altre zone del centro Italia.

"Ho già ricevuto molte telefonate preoccupate di lavoratori che mi hanno chiesto 'ma che succede domani? non ci fanno passare?' - ha raccontato Sebastiani -. La prima cosa da precisare è che domani non accadrà proprio nulla, perché quella è stata solo una consultazione per sollecitare Berna a fare qualcosa, ma dubito che si arriverà mai a una legge vera e propria come richiesto dal testo della consultazione".

"Quello che non è da sottovalutare però - ha aggiunto - è che questi risultati sono il sintomo di un clima che potrebbe diventare esplosivo, purtroppo ci sono davvero delle situazioni che esasperano gli animi, come i casi di tanti lavoratori stranieri, non dico italiani, che accettano di lavorare per paghe bassissime".

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SDA-ATS