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I 28 hanno trovato una posizione comune sui termini generali del negoziato con la Turchia nella crisi dei migranti, anche se non l'hanno formalizzata.

Hanno inoltre dato il mandato al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a trattare col premier turco Ahmet Davutoglu, tracciando il perimetro di manovra.

Nella notte, al termine della prima giornata dei lavori del summit, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato che oggi le trattative saranno "tutto tranne che facili". E il presidente francese François Hollande ha evidenziato che "c'è ancora molta strada da fare e non è possibile garantire una conclusione felice".

Il documento circolato a Bruxelles nella notte sembra però non soddisfare Ankara che chiede maggiori impegni sui tre miliardi aggiuntivi e sull'apertura dei capitoli per l'adesione all'Unione su cui grava il risoluto 'no' di Cipro.

Tra gli scogli per raggiungere un'intesa con la Mezzaluna, c'è anche la trattativa sulle modifiche normative chieste per garantire alle altre nazionalità di richiedenti asilo la stessa protezione che già offre ai siriani. Il punto è fondamentale per poter attuare il rimpatrio di tutti i migranti e richiedenti asilo arrivati in Grecia. Nella notte scorsa erano previsti incontri tra gli sherpa turchi ed europei, nel tentativo di avvicinare le posizioni. L'appuntamento è per stamattina tra Tusk e Davutoglu. Solo quando saranno chiariti tutti i contorni della trattativa, il presidente del Consiglio europeo riconvocherà i 28.

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SDA-ATS