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"La Svizzera ci riguarda tutti, anche se non siamo uguali e non pensiamo allo stesso modo". È quanto ha dichiarato oggi la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf tenendo un discorso, alla vigilia della festa nazionale, nella località bernese di Arch.

Possiamo continuare a scrivere i successi del nostro Paese "se siamo aperti, se viviamo a contatto con la realtà e se risolviamo i problemi con coraggio e consapevolezza", ha aggiunto la ministra delle finanze davanti a una piazza gremita.

Prendendo spunto da un progetto sulla democrazia portato avanti dalle scolaresche di Arch, Widmer-Schlumpf ha colto l'occasione per gettare uno sguardo al passato e alla costruzione dello Stato, da lei definita un capolavoro. Coloro che vi hanno preso parte avevano idee politiche differenti, ma volevano trovare soluzioni insieme, e non uno contro l'altro, ha rilevato.

Si è inoltre detta convinta che le basi del sistema politico del Paese siano rimaste invariate. "Ciò è possibile soltanto se non le consideriamo scontate, ma ci impegniamo costantemente in loro favore". Secondo la ministra, anche l'economia è rimasta stabile, ma anche in questo campo c'è da combattere e da credere nel futuro.

I cambiamenti non portano solo pericoli ma anche nuove possibilità, ha concluso, sottolineando che "non è nel nostro interesse continuare a considerarci vittime: siamo forti e possiamo ancora realizzare molte cose".

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SDA-ATS