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Primo maggio: figlio operai Whirlpool, lavoro per nostri genitori

"Oggi è la festa del lavoro, io con la mia sorellina e insieme a tutti i bimbi che son qui vi preghiamo di dare il lavoro ai nostri genitori, non vogliamo più caramelle, né patatine né giochi, ma vogliamo i nostri papà e le nostre mamme di nuovo sorridenti e gioiosi".

Così il piccolo Francesco, 8 anni, papà e mamma lavoratori dello stabilimento "Whirlpool" di Carinaro (Caserta), in una lettera letta alla manifestazione organizzata dai sindacati nel comune casertano.

Il testo sintetizza il dramma sociale che molti bimbi stanno vivendo insieme ai loro genitori, lavoratori del sito destinato a chiudere, secondo quanto prevede il piano della multinazionale Usa degli elettrodomestici.

Alla manifestazione hanno preso parte oltre 1000 persone, tra lavoratori, sindacalisti e numerosi sindaci del Casertano.

Due settimane fa, davanti al Cardinale Crescenzio Sepe in visita al sito produttivo, fu la piccola Maria Rita, figlia di un altro addetto, a provocare lacrime e commozione con il suo appello.

"Ho rotto il mio salvadanaio - ha detto il piccolo Francesco - i soldini che ho conservato li voglio dare a voi, così tornate a sorridere e a giocare con me". "Il primo maggio - prosegue - è la festa del lavoro, ho chiesto alla mamma e al mio papà, ma oggi è la vostra festa? Mi hanno risposto con gli occhi lucidi: non lo sappiamo. Voi che state qui, siete grandi, e a voi chiedo: perché mi hanno risposto così. Poi finalmente mi avete spiegato che c'è qualcuno che non vi vuole far più lavorare e che siete preoccupati".

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