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Un alloggio d'urgenza per giovani LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) tra i 18 e i 25 anni respinti dalle proprie famiglie ha aperto le sue porte in giugno nel quartiere Pâquis a Ginevra.

Si tratta di una struttura unica in Svizzera che si ispira ad un modello francese.

"Da qualche settimana accogliamo due giovani di 19 anni", spiega Alexia Scappaticci, coordinatrice dell'alloggio, denominato "Rifugio Ginevra", nonché educatrice specializzata. Essi condividono un appartamento di circa 60 m2 affittato dall'associazione Dialogai che gestisce anche il centro. È all'interno di questi tre locali con cucina che i due ospiti vodesi avranno ora il tempo di ricominciare. Potranno restarci per un periodo di tre mesi, rinnovabile una volta sola.

"Quando si viene considerati come dannati dai propri cari, è difficile strutturarsi", spiega Scappaticci sottolineando che la mediazione con la famiglia viene intrapresa solo nel caso in cui ciò venga richiesto dai giovani. "L'obiettivo è di portarli verso l'autonomia, non di coccolarli", precisa l'educatrice.

Devono rispettare le regole di vita che vigono sul posto. È ad esempio vietato ricevere amici senza avvertire la coordinatrice. I giovani partecipano anche finanziariamente in misura del 10% rispetto alle loro entrate. Pure i lavori domestici fanno parte integrante del progetto.

Un secondo appartamento che offrirà due ulteriori posti dovrebbe essere a disposizione tra qualche mese. Se ciò non dovesse bastare sono previste delle camere d'albergo, ha spiegato Fabien Bertrand, portavoce di Dialogai.

L'associazione ha fissato dei criteri per determinare chi può beneficiare di questi alloggi, ma vi è un margine di manovra in funzione dei casi, ha precisato Bertrand. La precedenza viene data a giovani LGBT che si ritrovano in mezzo alla strada.

Il budget annuale di 250'000 franchi del Rifugio Ginevra proviene in misura del 48% da fondi privati, del 30% da sovvenzioni e il resto viene assunto da Dialogai.

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SDA-ATS