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Si è concluso oggi il duro e brutale controinterrogatorio di Oscar Pistorius, accusato dell'omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp il 14 febbraio dell'anno scorso, ma l'atleta sudafricano non molla e mantiene la sua versione: è stato un tragico incidente.

Neppure il procuratore Gerrie Nel, un vero e proprio mastino del foro, cambia idea, dopo ben cinque giorni di 'cross-examination'. "Volevi uccidere e lo hai fatto", incalza l'accusa prima di chiedere l'aggiornamento de processo al 5 maggio, una richiesta appoggiata anche dalla difesa. Il giudice annuncerà domani la propria decisione.

Reeva amava Oscar, e l'amore della modella era ricambiato continua a sostenere la difesa, mentre il pm è convinto che Blade Runner l'abbia uccisa perché lei voleva lasciarlo. Che questa tesi sia completamente sbagliata lo dimostra, secondo la difesa, il testo del biglietto che Reeva ha consegnato ad Oscar proprio il giorno di quel tragico San Valentino. "Le rose sono rosse, le viole sono blu: oggi è un buon giorno per dirti che ti amo".

Nonostante le ore di interrogatorio, la proiezione delle foto del cranio di Reeve "esploso come un cocomero", i pianti e i conati di vomito che hanno imposto un ritmo macabro ed inquietante al processo, Pistorius continua a mantenere la sua linea, riuscendo a non crollare come avrebbe sperato Nel, volutamente ripetitivo nelle sue domande dai toni martellanti.

Il muro della difesa potrebbe però risultare scheggiato: lo si capirà davvero quando riprenderà il processo, verosimilmente tra un paio di settimane. Il procuratore Nel è riuscito a mettere in evidenza due aspetti decisamente poco simpatici del carattere di Pistorius: primo, il suo temperamento troppo 'caldo' di atleta-star che tende ad sfruttare un pò troppo volentieri il suo status di celebrità mondiale; secondo il fatto di non sentirsi mai colpevole di nulla, come se una personalità del suo livello fosse al di sopra delle leggi. Lo dimostra uno dei tanti scambi, acidi e tesi, tra accusa e accusato.

"Ieri, signor Pistorius, le ho chiesto chi dobbiamo accusare dei fatti e ha risposto che la colpa è sua", ha detto a un certo punto Nel, e l'atleta risponde, rivolgendosi alla presidente del tribunale Thokozile Masipa, che potrebbe comminargli l' ergastolo: "esatto, signora giudice".

Incalza il pm: "Dobbiamo biasimarla perché le ha sparato addosso?" Ma Pistorius, senza rispondere positivamente, si rivolge ancora una volta a Masipa: "signora giudice, credevo che la mia vita fosse minacciata".

Nel non cede: "Non dobbiamo biasimarla, ma allora chi? Chi o cosa? Reeva perché non le ha detto che andava in bagno? Il governo?" E quindi il procuratore sferra l'attacco finale: "Glielo dico con chiarezza, signor Pistorius, la vostra versione non soltanto è falsa, ma appare talmente improbabile che non può ragionevolmente essere vera". Ma Blade Runner ha tenuto duro, almeno fino ad oggi.

SDA-ATS