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Si allarga il campo dei contrari all'iniziativa per l'espulsione degli stranieri criminali, su cui il popolo sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 28 febbraio.

Professori di diritto svizzeri si sono infatti schierati contro il testo, mettendo in guardia dalle possibili conseguenze giuridiche di una sua approvazione.

La "Neue Zürcher Zeitung" riferisce oggi che, secondo i 140 professori universitari di diritto che hanno già firmato l'appello, l'iniziativa popolare "Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" mette in pericolo l'ordinamento giuridico svizzero.

Il testo inserirebbe infatti un automatismo che impedirebbe al giudice di valutare a sua discrezione ogni singolo caso. I firmatari sottolineano che, qualora il popolo dovesse accettarlo, la Costituzione verrebbe ridimensionata e sarebbero intaccati anche principi fondamentali come la proporzionalità e la divisione dei poteri.

L'obbiettivo principale dell'iniziativa promossa dall'UDC è l'espulsione diretta dal territorio elvetico degli stranieri condannati per reati come omicidio, lesioni gravi, rapina o truffa.

L'appello, lanciato dai professori emeriti Andreas Auer e Tobias Jaag, sta circolando da lunedì ed è visibile sul sito della "NZZ". La raccolta di firme continuerà fino alla mezzanotte di venerdì. In seguito il documento continuerà a essere accessibile, "ma non sappiamo ancora dove" ha affermato Auer.

Nel corso della giornata odierna, anche cinque scrittori svizzeri si sono dichiarati contrari all'iniziativa popolare, con motivazioni simili.

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SDA-ATS