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La Turchia alza la posta e al vertice con i leader europei sulla crisi dei migranti arriva con una proposta dell'ultimo minuto con cui chiede altri 3 miliardi, ma offre anche di più.

Intanto il premier britannico David Cameron, come altri colleghi, ha sollevato la questione della libertà di stampa al pranzo col premier turco Ahmet Davutoglu, e ha chiesto un riferimento nelle conclusioni del summit, minacciando altrimenti il veto a tutto l'accordo.

Il Paese della Mezzaluna, che già ospita due milioni di profughi, propone all'Ue un sistema di reinsediamenti secondo uno scambio di 'uno a uno', dicendosi disposto a riprendere tutti i migranti che hanno raggiunto illegalmente l'Ue da una certa data in poi (non in modo retroattivo), sia quelli economici che i richiedenti asilo. Ma per ogni profugo siriano riammesso, chiede che i Paesi dell'Unione ne accolgano uno in modo legale dal suo territorio.

In contropartita Ankara chiede tre miliardi aggiuntivi (oltre ai tre già previsti) per il 2018, che l'Europa dovrebbe stanziare sulla base di progetti per migliorare le condizioni di vita dei profughi; l'apertura di cinque capitoli per il processo di adesione all'Ue (gli stessi che aveva messo sul tavolo già a novembre); la liberalizzazione dei visti a giugno, anziché ottobre; e 'aree umanitarie sicure' in Siria.

Il vertice straordinario, che all'origine doveva durare una mezza giornata, si trasforma così in una maratona in cui il premier turco Davutoglu presenta le sue proposte durante il pranzo dei 28 leader, per ottenere un feedback a cena.

Un accordo sulle nuove proposte presentata dalla Turchia è dato per "improbabile", hanno indicato in serata fonti concordanti.

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SDA-ATS