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Sull'immigrazione l'Europa "fa passi da gigante". Ciò che si prevede di fare nell'immediato ha date, scadenze, e mette gli Stati membri davanti alle proprie responsabilità.

L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea (Ue) Federica Mogherini è sul podio, accanto al primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e al commissario per l'immigrazione Dimitris Avramopoulos per segnare una pagina storica della Commissione, scuotendo finalmente dal limbo a cui aveva abituato un decennio di esitante esecutivo di José Manuel Durao Barroso.

La Commissione ha messo la barra a dritta e procede spedita, sorprendendo per le misure messe sul tavolo. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ci ha messo la faccia e punta a incassare il risultato, spalleggiato da Germania, Francia e Italia.

Intanto sulla possibile missione contro i trafficanti il capo della diplomazia Ue precisa: "Non stiamo programmando operazioni di terra in Libia", anche se nel piano del progetto resta l'opzione della distruzione dei barconi sulla costa, nell'ambito delle operazioni navali e con il vincolo del via libera Onu. Per il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni è una "svolta politico-culturale". Il premier Matteo Renzi preferisce restare cauto: sono "passi in avanti", ma "c'è ancora molto da fare".

A rappresentare la grande svolta è "la rottura del muro di Dublino": un sistema automatico per ricollocare in modo permanente i richiedenti protezione internazionale arrivati direttamente sul suolo europeo, distribuendoli tra Stati membri, secondo quote obbligatorie. La proposta legislativa sarà presentata entro fine anno. E nel 2016 si pensa già di "rivedere" il sistema Dublino, annuncia Timmermans.

Tuttavia una prima misura di emergenza per quote, che sarà modello e banco di prova per quella che seguirà, sarà presentata già al collegio dei commissari del 27 maggio e, sentito il parlamento, arriverà sul tavolo del Vertice europeo del 25 e 26 giugno, per essere votata a maggioranza qualificata. Dopo Germania e Francia, l'Italia - con l'11,84% - ha la terza quota più alta in Ue. Ma come spiegato dal capo della diplomazia Ue, l'Italia in quanto Paese beneficiario "sarà esentato". Gli Stati che si vedranno allentare la pressione dovrebbero essere Italia, Grecia, e Malta: saranno designati ufficialmente, con la cifra totale da ridistribuire, nel documento di fine maggio.

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SDA-ATS