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Progetto svizzero di assistenza alle vittime in Sudan

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 dicembre 2013 - 11:31
(Keystone-ATS)

La Svizzera ha avviato un progetto di sostegno alle vittime della tratta di esseri umani in Sudan. In collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), in collaborazione con il governo sudanese. Lo scopo è di offrire, oltre all'aiuto immediato sul posto, anche sostegno medico, psicologico e giuridico.

Il nuovo progetto "Assistenza e protezione alle vittime della tratta di esseri umani nel Sudan dell'est e a Khartoum", finanziato dall'Ufficio federale della migrazione (UFM) grazie a un credito di 500 000 franchi, definisce i modi possibili per indirizzare o assegnare le vittime della tratta di esseri umani ai servizi di sostegno. "Tale procedura è cruciale per un sostegno celere ed efficiente da parte di istituzioni governative o organizzazioni internazionali", precisa un comunicato dell'UFM. Sono inoltre stati predisposti centri d'accoglienza dove i sopravvissuti alla tratta di esseri umani e a rapimenti possono riprendersi dai traumi subiti.

Nel 2012 sono stati notificati all'UNHCR 30 casi di rapimenti e tratta di esseri umani in media ogni mese. Le vittime erano perlopiù richiedenti l'asilo, rifugiati e altri migranti, che durante la prigionia hanno spesso subito gravi maltrattamenti.

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