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Un'altra giornata da incorniciare per la borsa di Francoforte.

KEYSTONE/AP/MICHAEL PROBST

(sda-ats)

Prosegue l'ottimismo sulle borse mondiali, con Londra e Francoforte che ritoccano i loro massimi storici, grazie soprattutto ai buoni segnali dall'economia statunitense e ai programmi di taglio delle tasse alle imprese annunciati da Trump.

In Europa in particolare, dove il possibile allentamento delle misure anti depressive della Bce non appare immediato, anche Parigi si mantiene vicina ai suoi record e Zurigo chiude ai massimi dall'agosto 2015.

Wall Street respira dopo le corse delle settimane recenti nonostante l'ultimo dato macroeconomico rilevante della giornata, la fiducia dei consumatori misurata dall'indice Michigan, ai massimi degli ultimi quattro mesi e i mercati europei possono guardare alle prossime mosse della Banca centrale: i segnali recenti dell'economia reale della zona euro aumentano le pressioni sulla Bce perché avvii la graduale riduzione degli acquisti di titoli di Stato. Ma il presidente Mario Draghi ha ripetuto che l'attuale orientamento espansivo resta meno problematico rispetto a un cambio delle misure di stimolo. E i mercati restano ottimisti.

I listini europei sono infatti visti dagli analisti, tempeste estive permettendo, come i candidati più autorevoli a continuare a crescere. E i segnali ci sono: con un aumento nell'ultima seduta della settimana dello 0,6% l'indice dei cento titoli più importanti quotati a Londra si è portato a 7.435 punti contro i 7.429 del precedente record del 20 marzo scorso, mentre il Dax tedesco salendo dello 0,4% a quota 12.770 ha superato i 12.757 punti di mercoledì, il 'vecchio' massimo storico.

Simile la situazione di Parigi e anche di Madrid, mentre Milano a quota 21.575 con l'indice dei 40 titoli principali è ovviamente lontanissima dal suo massimo storico dei tempi della 'bolla internet' oltre la stellare soglia dei 46mila punti, ma è vista come una delle piazze finanziarie con maggiori possibilità di rimonta. Turbolenze politiche a parte, ovviamente.

Anche Atene ultimamente sembra mostrare qualche solidità: il listino greco si trova ai massimi degli ultimi due anni e da fine aprile, in concomitanza con l'ultima prospettiva di accordo internazionale sul debito, è costantemente cresciuto, con un aumento complessivo del 17%.

A metà settimana anche New York ha toccato i nuovi record (in particolare con lo S&P 500 e con il Nasdaq, mentre il Dow Jones ha segnato il massimo a inizio marzo) e ancora più recenti sono i record storici di alcune Borse asiatiche come Mumbai e Seul, che li hanno registrati nella seduta giovedì scorso. Da notare che il listino sudcoreano è cresciuto da metà aprile in progressione del 10%, in concomitanza con il rialzo della tensione militare tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. Oltre a buone trimestrali, secondo gli analisti in questo aumento ci può essere anche l'effetto di un 'chiarimento' diplomatico avviato su Pyongyang tra Washington e Pechino.

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SDA-ATS