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Prospettive d'impiego negative in Svizzera, pessime in Ticino

In Ticino i dati sono i peggiori di sempre. KEYSTONE/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2020 - 10:00
(Keystone-ATS)

Il coronavirus e le misure di contenimento ad esso legate si apprestano a incidere ancora più duramente sul mondo del lavoro: le prospettive d'impiego sono negative in Svizzera e addirittura pessime in Ticino, stando all'ultimo barometro di Manpower.

A livello elvetico il 9% delle 438 imprese interrogate fra il 17 e il 29 aprile nell'ambito di un sondaggio intende assumere personale nel periodo luglio-settembre, il 16% punta a ridurre l'organico, il 70% non prevede cambiamenti e il 5% si astiene.

Lo scarto fra le due prime posizioni è di 7 punti: dopo la correzione delle variazioni stagionali la cosiddetta previsione netta sull'occupazione per il terzo trimestre 2019 risulta essere del -8%, informa in un comunicato odierno la multinazionale specializzata nelle risorse umane. Il dato ha subito un crollo di 10 punti dall'ultimo rilevamento tre mesi prima e di 15 punti nei confronti di quanto registrato un anno fa.

"Come previsto, il mercato del lavoro è gravemente colpito dalle restrizioni per limitare il Covid-19", afferma Gianni Valeri, dirigente di Manpower Svizzera, citato nella nota. Le previsioni sull'occupazione sono al livello più basso da quando l'indicatore è stato lanciato nella Confederazione, vale a dire dal 2005. "Tuttavia i datori di lavoro di alcune regioni e settori stanno riuscendo a mantenere i loro piani di assunzione e stanno mostrando stabilità: si tratta di quelli il cui mercato è principalmente domestico".

A livello regionale spicca il dato del Ticino, pari a -14%, che è il peggiore fra le grandi regioni analizzate (-17 punti rispetto al trimestre precedente, -19 punti sull'anno). È anche il risultato più negativo mai osservato nel cantone italofono in 15 anni di rilevamenti, sottolinea Manpower.

Fortemente in rosso sono anche la zona della Svizzera Nord Occidentale (-13%), che comprende Basilea, Zurigo (-10%) e la regione del Lemano (-10%). Meno propensione a ridurre gli effettivi viene registrata nell'Espace Mittelland (-5%) e nella Svizzera centrale (-2%). Addirittura in contro tendenza è la Svizzera Orientale (+3%), fra cui si inseriscono i Grigioni.

Il settore dove il pessimismo dilaga è quello alberghiero e della ristorazione (-36%), Poco rallegrante si presenta però anche la situazione nei comparti della costruzione (-12%), del commercio (-10%), dell'industria manifatturiera (-9%) e delle attività finanziarie (-8%),

Interessante, anche in ottica ticinese, è lo sguardo al di là della frontiera: la previsione netta sull'occupazione è positiva in Germania (+1%), mentre è negativa in Austria (-3%), Italia (-5%) e Francia (-11%). Andando più lontano, vanno osservati con attenzione i valori di Cina e Stati Uniti, entrambi al +3%. In cima alla classifica figura il Giappone (+11%). Lanciata oltre 50 anni or sono negli Stati Uniti, l'indagine di Manpower si è estesa nel frattempo a 43 paesi e territori.

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