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Si sono concluse con un buco nell'acqua le prime prove di dialogo tra autorità e opposizione per trovare una soluzione alla crisi in atto in Ucraina, dove da più di tre settimane migliaia di persone protestano contro la decisione del governo di congelare un accordo di associazione con l'Ue e chiedono la testa del presidente Viktor Ianukovich.

E intanto si riaccende lo scontro tra la Russia da un lato e Ue e Usa dall'altro, con Mosca che tira le orecchie a Bruxelles e Washington per le "ingerenze" nelle manifestazioni antigovernative a Kiev.

Dopo le dure parole di rifiuto degli ultimi giorni, i leader dell'opposizione questo pomeriggio hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative con Ianukovich. Lo hanno fatto dopo aver chiesto il consenso degli "europeisti" in piazza, ma a riassumere i risultati ottenuti bastano le parole di Vitali Klitschko, il campione di boxe a capo del partito 'Udar', che ha definito l'incontro una farsa e ha denunciato che il governo "non ha tenuto in alcun conto le esigenze" dei manifestanti.

I negoziati sembravano essere iniziati nel migliore dei modi, con Ianukovich che aveva proposto un'amnistia per i dimostranti arrestati nelle ultime settimane. Ma una volta seduti al tavolo, si è capito che l'amnistia ventilata dal presidente - e che potrebbe essere votata martedì dal parlamento - è molto "sui generis" perché esclude sia i "colpevoli" dell'occupazione dei palazzi del potere a Kiev che i presunti "colpevoli" degli scontri con la polizia del 30 novembre e dell'11 dicembre.

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SDA-ATS