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Il Partito socialista esige che vengano migliorate le misure di accompagnamento alla Libera circolazione come condizione preliminare per l'allargamento alla Crozia. I delegati, riuniti a Baden, hanno respinto l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa che chiede la reintroduzione di contingenti per tutti gli stranieri. Bocciate anche la proposta della sezione ticinese di introdurre la clausola di salvaguardia anche per distaccati e indipendenti.

In un documento di posizione, approvato con 156 voti contro uno e tre astensioni, i socialisti hanno denunciato il persistere del dumping salariale e l'aumento vertiginoso degli affitti malgrado le misure di accompagnamento alla libera circolazione. Il testo precisa che il PS "non farà campagna" per l'estensione dell'accordo alla Croazia se non saranno adottate misure supplementari.

"La libera circolazione è oggi utilizzata dalla destra per far pressione sui salari. Questa politica ha trasformato i migranti in capri espiatori", ha detto la vicepresidente Jacqueline Fehr. "Dobbiamo offrire una risposta alla sofferenza sociale nei cantoni di frontiera", ha aggiunto il consigliere nazionale ginevrino Carlo Sommaruga.

Le testo chiede di estendere l'obbligatorietà delle convenzioni collettive di lavoro, l'introduzione di salari minimi e controlli più severi sui salari nelle regioni frontaliere. La Confederazione dovrebbe inoltre favorire la costruzione di alloggi ad affitti moderati e prevedere un tasso minimo di appartamenti a pigione ridotta in certe zone. Anche per quanto riguarda il settore della formazione, Berna dovrebbe promuovere le professioni tecniche e scientifiche e aumentare i posti di apprendistato dove c'è penuria.

La sezione ticinese ha chiesto senza successo di introdurre nel documento alcuni emendamenti per dare la possibilità ai cantoni di limitare il numero di lavoratori distaccati e indipendenti con una clausola di salvaguardia. Una volta superata una determinata soglia di lavoratori esteri, le aziende sarebbero obbligate a dare la priorità a manodopera residente, secondo la proposta.

Le ore di lavoro prestate da questa categoria di lavoratori d'oltre confine e l'equivalente dei posti a tempo pieno sono più elevati in Ticino rispetto agli altri cantoni di frontiera. Questa situazione si traduce con 70 milioni di franchi di salari che partono all'estero, senza nessun ristorno fiscale, né contributi previdenziali, e in parte anche senza essere sottoposto all'IVA, precisa la presa di posizione del PS Ticino.

I rappresentanti ticinesi hanno sottolineato gli effetti perversi della libera circolazione sui salari che sono dal "30 al 40% più bassi in Ticino rispetto al resto della Svizzera". Anche sul fronte dell'occupazione la situazione rischia di diventare esplosiva: la disoccupazione calcolata dalla SECO è del 4,1%, ma secondo i criteri dell'Organizzazione internazionale del lavoro è dell'8%, contro l'8,7% in Lombardia, aggiunge il testo del PS Ticino.

L'assemblea dei delegati ha respinto pure l'iniziativa UDC per l'introduzione di contingenti annuali per immigrati, frontalieri e richiedenti l'asilo. Il presidente Christian Levrat ha esortato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann a "svegliarsi" prima della votazione del 9 febbraio.

Non basta fare campagna contro l'iniziativa UDC tappezzando il paese di cartelloni finanziati da economiesuisse per convincere il popolo, "andate a vedere cosa dice la Svizzera profonda, quella che lavora e si preoccupa", ha detto rivolgendosi ai rappresentanti dei partiti borghesi. "Rifiutare di discutere di protezione salariale, di avere un ruolo nella costruzione di alloggi, di riflettere sulla politica di formazione, significa confondere il Consiglio federale con una casa di riposo", ha aggiunto Levrat.

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SDA-ATS