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Libera circolazione sì, ma solo a condizione che vengano adottate nuove misure di accompagnamento per combattere il dumping salariale, l'esplosione degli affitti e la sostituzione della manodopera residente. È quanto chiede il documento approvato dal Comitato direttivo del Partito socialista e presentato oggi in una conferenza stampa a Berna. Se queste rivendicazioni non saranno accolte, il PS ha ribadito che non sosterrà l'estensione della libera circolazione alla Croazia.

Senza la sinistra, la votazione sull'estensione - prevista nel 2015 - non potrà essere vinta, ha detto il presidente Christian Levrat davanti ai media. "Non si tratta di un ricatto", ma "contrariamente ai partiti di centro-destra, noi non consideriamo che la libera circolazione in sé porti a un miglioramento della qualità di vita per tutti".

Il testo presentato oggi, che sarà sottoposto all'assemblea dei delegati il 26 ottobre, propone una serie di correttivi, in primo luogo l'introduzione di salari minimi per evitare che i lavoratori residenti vengano sostituti da stranieri pagati meno. Nelle regioni di frontiera, come il Ticino, i socialisti chiedono l'adozione di misure specifiche per garantire controlli più severi e di aumentare le competenze delle commissioni tripartite.

La Confederazione deve anche mettere a disposizione maggiori fondi per la costruzione di alloggi ad affitti corretti e proteggere maggiormente gli inquilini da aumenti di pigione ingiustificati. Bisogna inoltre incrementare i posti di formazione nei settori dove vi è attualmente una penuria. Ricorrere costantemente a specialisti formati all'estero non è né solidale, né sostenibile, afferma il PS.

Senza nuove misure di accompagnamento nei settori del lavoro, dell'alloggio e della formazione, il PS non sosterrà la campagna per l'estensione della libera circolazione. Il partito non può dire già oggi quali saranno le raccomandazioni di voto ma "è evidente che se il Consiglio federale non si muoverà, mi opporrò all'estensione a titolo personale", ha annunciato il presidente socialista.

Malgrado la forte crescita economica degli ultimi anni infatti, il livello di vita di molte persone non è aumentato. Il problema del dumping salariale è ancora ben presente, soprattutto nei settori non coperti da una convenzione collettiva di lavoro (CCL) e nelle regioni di frontiera come Ticino, Ginevra e e Arco giurassiano. I lavoratori stranieri vengono troppo spesso preferiti alla manodopera residente. Diversi studi hanno provato ad esempio che gli immigrati di vecchia data vengono sostituiti dai nuovi arrivati. Ma questo fenomeno si riscontra, ad esempio, anche fra i medici: il numerus clausus nelle facoltà impedisce a studenti svizzeri di seguire la formazione che desiderano, per per ovviare alla penuria si ricorre a medici stranieri.

La promozione economica aggressiva tramite sgravi fiscali per attirare nuove imprese ha causato una crescita dell'immigrazione. Questa pressione, oltre ad aver fatto lievitare gli affitti in alcune regioni, ha penalizzato le piccole e medie imprese, ha causato danni al territorio e un sovraccarico delle infrastrutture di trasporto. Senza contare che, mentre il carico fiscale delle imprese è stato alleggerito, le PMI, i salariati e i consumatori sono sempre più tassati.

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SDA-ATS