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Il "Guardian" e il "Washington Post" hanno condiviso il premio Pulitzer per la categoria servizio pubblico, per come hanno coperto lo scandalo del Datagate, provocato dalle rivelazioni di Edward Snowden sui programmi di sorveglianza della Nsa.

La commissione che ogni anno assegna il celebre riconoscimento giornalistico, spiega di aver premiato chi "ha rivelato il programma segreto di sorveglianza di massa portato avanti dall'Agenzia per la Sicurezza Nazionale, con articoli autorevoli e perspicaci che hanno aiutato il pubblico a capire come queste informazioni si inserivano nel quadro più ampio della sicurezza nazionale".

Il premio indica le testate e non i singoli giornalisti, tuttavia tutto il lavoro è stato condotto da Barton Gellman del "Washington Post" e da Glenn Greenwald e Ewen MacAskill del "Guardian", oltre alla cineasta e giornalista Laura Poitras che ha lavorato con ambedue le testate.

Un premio dall'enorme significato politico, tenuto conto delle critiche ricevute dagli autori dell'inchiesta da parte del governo americano e inglese. Tanto che il direttore del "NewYorker", David Remnick, a caldo ha esclamato: "Questo premio è l'epitome, la sintesi più alta, di cos'è il giornalismo di qualità e di cos'è il servizio pubblico del giornalismo".

SDA-ATS