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Rafforzamento dell'offensiva militare contro l'Isis in Siria anche con i caccia bombardieri strategici, come ulteriore dimostrazione di forza, e cooperazione navale con i francesi, da trattare come "alleati", in vista di una possibile alleanza bellica.

È la risposta di Vladimir Putin alla conferma ufficiale che a far esplodere l'Airbus 321 russo nei cieli del Sinai è stata una bomba, mettendo così Mosca sullo stesso piano di Parigi, tra i bersagli del Califfato. E consentendo al leader del Cremlino, dopo il disgelo con Obama al G20 di Antalya, di riaccreditarsi in Occidente come protagonista della lotta all'Isis, archiviando il lungo isolamento per la crisi ucraina.

Putin ha colto la palla al balzo per affiancarsi alla reazione militare francese, ordinando all'incrociatore Moskva, che copre la base russa di Latakia dal Mar Mediterraneo, di lavorare insieme al gruppo navale francese guidato dalla portaerei Charles de Gaulle, che può portare sino a 26 caccia. "Arriverà presto nella vostra area. Dobbiamo stabilire un contatto diretto con i francesi e trattarli come alleati. Dobbiamo sviluppare un'azione comune sia per le operazioni marittime che aeree", ha intimato, facendo il primo passo verso una possibile alleanza militare con un partner occidentale contro il Califfato.

Un'alleanza che, secondo una dichiarazione adottata oggi dalla Duma - il ramo basso del parlamento russo - dovrebbe mettere insieme tutti i Paesi europei, del Nord America e del Medio Oriente, chiamati a fare "un passo oltre le loro divergenze tattiche" per creare una coalizione anti terrorismo "come quella anti Hitler".

Nel frattempo Parigi ha incassato l'ok dei 28 Paesi Ue alla sua richiesta di difesa collettiva, invocata per la prima volta da quando il trattato di Lisbona del 2009 ha introdotto questa possibilità. Putin si è anche sentito con il presidente francese François Hollande, che il 24 novembre volerà a Washington da Obama e il 26 al Cremlino per tentare di concertare un'azione comune contro l'Isis.

I due leader hanno già concordato un coordinamento "più stretto" tra le rispettive intelligence e i comandi militari. Resta da vedere se si riuscirà a creare una coalizione ampia e ad agire sotto l'egida dell'Onu. Per ora Mosca si sente legittimata sia dalla richiesta del presidente siriano Assad sia dall'art. 51 della Carta Onu, quello sull'autodifesa.

Così oggi ha reagito all'ufficializzazione dell'attentato all'Airbus rafforzando i raid aerei "perché i criminali capiscano che la punizione è inevitabile", ha spiegato Putin. Le uscite sono raddoppiate e per la prima volta sono stati impiegati 25 bombardieri strategici a lungo raggio, Tu-160, Tu-95 Ms e Tu-22M3 partiti dalla Russia: nel primo giorno di missione hanno effettuato 127 missioni contro 206 siti, lanciando missili da crociera nelle province di Aleppo, Idlib, Dayr Az-Zor e Raqqa.

Il contingente aereo russo in Siria sarà inoltre potenziato con altri 12 caccia tattici: 8 Su-34 e 4 Su-27. In 48 giorni di bombardamenti, Mosca ha colpito 4111 obiettivi per un totale di 2299 uscite, distruggendo 562 postazioni di comando, 64 campi di addestramento e 54 officine per la fabbricazione di munizioni. Raid che hanno consentito all'esercito siriano di riguadagnare terreno, lanciando un'offensiva verso Palmira e liberando 80 centri abitati in un'area di circa 500 chilometri quadrati.

Missili da crociera sarebbero stati lanciati oggi contro Raqqa, considerata la roccaforte dell'Isis, anche dalle navi russe al largo della costa siriana, secondo Le Monde. O da un sommergibile russo, secondo una fonte vicina al ministero della Difesa citata dal sito russo Rbk. Ma Cremlino e ministero della Difesa non confermano.

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SDA-ATS