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Nonostante la poca neve la scorsa stagione invernale ha registrato molti morti, più della media (25), dovuti a valanghe. A fine marzo i decessi erano 29, 12 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Lo rende noto l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

Complessivamente lo scorso periodo di rischio valanghe, terminato a settembre 2014, a perdere la vita sono state 22 persone. L'inverno 2009/10 è stato l'ultimo in cui si è raggiunto lo stesso numero di decessi come nella stagione in corso.

Questo inverno la situazione è stata particolarmente critica a fine gennaio/inizio febbraio. Solamente negli ultimi tre giorni del primo mese dell'anno hanno perso la vita 11 persone. L'incidente peggiore si è verificato il 31 gennaio sul Piz Vilan, nei Grigioni. Una valanga ha ucciso cinque sciescursionisti di un gruppo del Club Alpino Svizzero. Quattro italiani sono morti il 21 febbraio dopo essere stati estratti dalla massa di neve al Gran San Bernardo, in Vallese.

Dei 29 incidenti mortali 20 si sono verificati in territori di sciescursionismo. Nove casi riguardano invece sciatori o snowboarder che si trovavano fuori pista.

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SDA-ATS