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Radiazioni non ionizzanti: nessuna certezza ma raccomandazioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 maggio 2011 - 11:25
(Keystone-ATS)

I campi elettromagnetici e i raggi emessi dalle antenne radio/TV o dai telefonini possono influenzare alcuni processi biologici, come l'attività cerebrale durante il sonno. E' il risultato a cui giunge un'ampio programma nazionale di ricerca (PNR 57) che formula raccomandazioni per le donne incinte.

Negli ultimi quattro anni sono stati portati a termine undici progetti per misurare i rischi per la salute dei campi elettromagnetici e delle radiazioni non ionizzanti. I risultati di questo lavoro dal titolo "Radiazoni non ionizzanti - ambiente e salute" sono stati presentati dal Fondo nazionale svizzero oggi a Berna nel corso di una conferenza stampa.

I ricercatori non hanno stabilito un rapporto di causa ed effetto tra esposizione e problemi di salute e non hanno rilevato fatti nuovi o allarmanti, che richiedono un adeguamento delle disposizioni legali o un intervento delle autorità. Permangono comunque delle lacune. Per esempio, uno studio condotto da Niels Kuster della fondazione IT'IS si è interessato agli effetti sui feti nella pancia della mamma.

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