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Raggenbass non può restare, dice esponente PS

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2012 - 16:52
(Keystone-ATS)

Sale la pressione nei confronti del Consiglio di banca della BNS e del suo presidente, Hansueli Raggenbass, alla luce del caso Hildebrand. Per la consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger Oberholzer (BL), intervistata oggi dalla radio svizzerotedesca DRS, Raggenbass non può più restare in carica.

"Il consiglio di banca ha completamente fallito", ha spiegato la deputata. Il suo compito di sorvegliare la direzione dell'istituto, "non è stato rispettato, la gestione della crisi è stata catastrofica e la comunicazione lacunosa". Per giorni Raggenbass, in vacanza, non è stato raggiungibile, "mentre la sua casa andava a fuoco".

Inoltre, seconda Susanne Leutenegger Oberholzer - tra le più agguerrite parlamentari sotto il "cupolone" ed esperta di questioni finanziarie - Raggenbass ha reso noto al grande pubblico il regolamento interno della BNS circa gli affari privati del direttorio "troppo tardi".

Tra gli altri rimproveri, secondo la parlamentare, figura anche il fatto che Raggenbass (già consigliere nazionale PPD di Turgovia) non ha informato tempestivamente la commissione dell'economia del Nazionale che il consiglio di banca aveva messo una croce sul presidente della BNS già sabato 7 gennaio, dopo che era venuta alla luce una mail compromettente secondo la quale Hildebrand sarebbe stato informato della delicata transazione finanziaria della moglie venerdì 15 agosto, giorno dell'operazione, e non il 16 come affermato pubblicamente più volte. La commissione era stata convocata per lunedì 9 gennaio: doveva tra l'altro sentire Hildebrand e la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.

Per la consigliera nazionale, l'operato del consiglio di banca deve essere esaminato al più presto da una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) oppure dalla commissione della gestione. L'UDC ha già chiesto una CPI come anche una sessione straordinaria delle Camere federali.

Per la consigliera nazionale, indipendentemente dall'esito dell'inchiesta, Raggenbass dovrebbe andarsene, anche perché difficilmente verrebbe rieletto.

Dal canto suo, il diretto interessato ha dichiarato in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Temps" di non aver voglia di fare le valigie prima della scadenza del suo mandato - rinnovabile per un anno - la primavera prossima, "visti i compiti urgenti che devono ancora essere liquidati, come la designazione del nuovo presidente del direttorio, e la modifica del regolamento interno all'istituto di emissione".

Il Turgoviese spera che la politica si tenga lontana da queste nomine. Il parlamento non dovrebbe avere voce in capitolo per quanto riguarda la gestione interna ed esterna della BNS, a suo avviso.

Hansueli Raggenbass ha ripetuto al giornale che la partenza di Philipp Hildebrand era diventata inevitabile dopo la pubblicazione dei nuovi documenti, che hanno incrinato pericolosamente la credibilità dell'interessato.

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