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BEIRUT - Il primo giorno del mese sacro di Ramadan coincide spesso con un acuirsi della violenza nei teatri di guerra del mondo arabo-islamico dove insorti, terroristi o resistenti locali si oppongono da anni all'occupazione militare occidentale o lottano fra loro per la spartizione del potere: è accaduto oggi sia in Afghanistan che in Iraq, dove in tutto sono morte una dozzina di persone.
Otto soldati iracheni e tre civili sono stati uccisi nella provincia irachena orientale di Diyala da una forte esplosione di ordigni nascosti dentro un'abitazione a Saadiya, nei pressi del capoluogo Baaquba, 60 km a nord-est di Baghdad.
Dalla provincia alla capitale Baghdad, dove la direttrice del reparto maternità di un ospedale è stata assassinata stamani nella propria abitazione nel centro cittadino da sconosciuti che hanno legato il marito prima di crivellarla di colpi.
Si è invece sfiorata la strage in Afghanistan, dove il Ramadan è iniziato puntuale come nella maggioranza dei paesi arabo-islamici. Due attentatori suicidi sono rimasti uccisi nei pressi di una moschea a Farah, nell'ovest del paese, a causa dell'esplosione prematura delle cinture esplosive che indossavano.
Secondo fonti di stampa locali, la deflagrazione non ha provocato altre vittime, ma ha danneggiato una parte del luogo di preghiera, il cui imam, fuggito dopo il fallito attentato e sospettato di avere legami con i terroristi, è stato arrestato.

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SDA-ATS