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Il personale della Bbc sapeva degli orribili abusi sessuali che venivano commessi fra uno studio televisivo e l'altro da Jimmy Savile ma nessuno fece nulla per fermare il dj, morto nel 2011 senza pagare il conto con la giustizia.

Sono molto dure le conclusioni del rapporto più importante sullo scandalo pedofilia che ha infangato l'immagine dell'emittente pubblica britannica, riconosciuta come 'complice' negli insabbiamenti di quelle verità scomode che le tante vittime facevano emergere nei decenni e responsabile nell'aver coltivato al suo interno una "cultura della paura", dove le 'star' potevano in pratica disporre dei minori invitati agli show più popolari.

La triste contabilità dell'inchiesta, guidata dal magistrato in pensione Janet Smith, ha identificato 72 vittime del noto personaggio tv, fra cui otto che sono state stuprate, a partire dagli anni Sessanta. Bambini, ragazzi, felici di ritrovarsi ad esempio fra il pubblico di 'Top of the Pops', il programma di musica con cui Savile è diventato personaggio di fama nazionale.

Il dj ha colpito lì e "in ogni altro luogo all'interno della Bbc dove si trovasse", si legge nel documento. Ma il personale, dai suoi assistenti, ai tecnici fini ai registi, vedevano, casomai ne discutevano fra di loro, ma alla fine nessuno si assumeva la responsabilità di denunciare l'idolo dei giovani.

Così i vertici dell'emittente non sarebbero stati avvertiti proprio per quella regnante 'omertà' che proteggeva le star televisive. Savile e Stuart Hall, altro conduttore della Bbc che però è finito in carcere per pedofilia, sono stati definiti come "predatori sessuali seriali", liberi quindi di muoversi nel loro 'habitat'. I vertici della Bbc, il direttore generale Tony Hall e la presidente Rona Fairhead, hanno fatto 'mea culpa' durante la presentazione del rapporto a Londra e affermato che l'emittente ha "abbandonato" quanti hanno subito violenze e abusi nei decenni passati.

E come se non bastasse, si è aperto il caso di Tony Blackburn, un noto dj che è stato licenziato dalla Bbc prima che venisse pubblicato il rapporto. All'interno del documento si parla delle accuse rivolte da una ballerina 15enne di 'Top of the Pops', Claire McAlpine, che nel suo diario scrisse di essere stata sedotta da lui nel febbraio 1971.

Un mese dopo la ragazza si uccise. Blackburn afferma che il caso è chiuso da decenni e che lui non ha nessuna responsabilità. È pronto a far causa alla Bbc, che giustifica il licenziamento col fatto che la sua testimonianza all'inchiesta è stata respinta dal magistrato Janet Smith, che ha preferito invece la versione dell'emittente pubblica.

Se questo scandalo è stato "un momento buio" per la Bbc, come ha detto il direttore generale Hall, pare proprio che i casi di pedofilia non siano confinati ai soli studi della 'Zietta', come la chiamano i britannici. Ieri sei persone, fra cui tre fratelli e il loro zio, sono stati condannati per gli abusi sessuali "sistematici" ad alcune ragazzine nella città inglese di Rotherham.

In questo e altri scandali, come quanto avvenuto a Oxford e Rochdale, le autorità locali e la polizia sono state accusate di non aver agito per fermare gang criminali che organizzavano giri di prostituzione minorile e per anni hanno agito indisturbati.

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SDA-ATS