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Affermare che l'UDC ha "chiaramente tendenze fascistoidi", come hanno fatto i presidenti del PS Christian Levrat e del PBD Martin Landolt, è eccessivo. È quanto afferma Martine Brunschwig Graf, presidente della Commissione federale contro il razzismo in un'intervista alla "NZZ am Sonntag".

"Non siamo nella Germania degli anni '30. Per chi conosce questo periodo della storia, è chiaro che i paragoni si spingono troppo oltre", ha detto Brunschwig Graf. A suo avviso questo tipo di dichiarazioni è controproducente e non fa che inasprire il clima politico.

Il presidente PBD Martin Landolt ha accusato l'UDC di condurre una "politica bruna", alludendo al colore delle camicie delle squadre d'assalto (SA) naziste. Levrat ha parlato di "chiare tendenze fascistoidi".

La xenofobia in Svizzera non può essere attribuita a un solo partito, secondo la presidente della commissione. E se le varie formazioni si accusano a vicenda per puri fini elettorali, non aiutano certo a risolvere il problema. I partiti devono dimostrare di avere soluzioni per risolvere il problema, e non aizzarsi uno contro l'altro.

Anche Philipp Müller, presidente del PLR, denuncia gli eccessi dei suoi omologhi PBD e PS nella "Schweiz am Sonntag". "In questo modo gli avvenimenti del secolo scorso vengono banalizzati", ha affermato. Per Christophe Darbellay, il presidente PPD, "è sbagliato tentare di escludere dal gioco l'UDC in questo modo. Il clima si è radicalizzato dopo il 9 febbraio, ma le accuse all'UDC non fanno che spingere il partito a mobilizzarsi e avranno un effetto contrario a quello sperato, ha detto alla "Zentralschweiz am Sonntag".

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SDA-ATS